avete presente quella lastra di marmo sotto Porta Soprana sulla quale è incisa una inscrizione medioevale?
Ecco cosa c’è scritto…… può servirvi per spiegarlo (e gonfiarvi di orgoglio) quando ci passerete con qualcuno!!!
Sum munita viris, muris circumdata miris, et virtute mea pello procul hostica tela. Si pacem portas licet has tibi tangere portas, si bellum queres tristis victusque recedes. Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus quantos bellorum superavi Ianua motus.
cioé:
Sono sorvegliata da soldati, circondata da splendide mura
e scaccio lontano con il mio valore i dardi nemici
se pace tu porti, accostati pure a queste porte
se guerra tu cerchi, triste e battuto ti ritirerai
L’Oriente e l’Occidente, il Nord ed il Sud lo sanno,
su quali enormi fremiti di guerre io Genova abbia prevalso.
PS: ho riportato solo la parte più simbologicamente significativa…..se volete la traduzione completa andate a vedere su http://it.wikipedia.org/wiki/Genova e diffondete la cultura zeneise anche ai foresti!
Lo sapevate che il Basilisco è stato a Genova?? Si tratta di un esserefavoloso del mondo dei serpenti, un rettile leggendario carico di significati simbolici. E’ un drago che ha sulla testa una corona d’oro, grandi ali spinose, una coda di serpente, che termina con la testa di un gallo. Il suo fiato avvizzisce la frutta. Il suo sputo brucia e corrode. Il suo sguardo spacca le pietre. L’odore della donnola lo uccide. Altra arma contro di lui è lo specchio: il basilisco è fulminato dalla sua propria immagine. E’ l’idea del maligno che lo morde. Nel medioevo, il basilisco non poteva essere altri che il diavolo, e così la pensava la maggior parte degli scrittori del suo tempo. Si narra che il Basilisco abitasse un fatidico pozzo di Genova e da lì se ne usciva fumigando tra vapori pestilenziali che ammorbavano l’aria irradiando morte tutt’intorno, finché San Siro nel XIV secolo riuscì a ricacciarlo per sempre nelle tenebre donde era spuntato. Proprio tra la piazza di San Siro e Via della Maddalena si dice che sarebbe ubicato questo pozzo ed uno dei varchi straordinari che consentirebbero agli abitanti degli Inferi di uscir dalle tenebre alla luce del sole ….a Genova, si dice, di varchi del genere ce ne sarebbero addirittura tre…
la sentite questa musichetta??……mi è subito piaciuta e ho deciso di metterla qui per un po’, ho fatto anche qualceh ricerca sul web e ho scoperto che si tratta di "Battilin e battilann-a" , una filastrocca dei contrari di origine molto antica, la prima testimonianza risale al ‘400, "Codice Laurentiano". A Genova era utilizzata dai bambini per il gioco del "saltacavallo" o "saltamartino"….ma non ho assolutaente la minima vaga idea di come funzionasse questo gioco…….. Quacuno di voi lo sa???
Zéna U bezagnin u criòva in sciâ ciasétta a freschéssa da só früta, dàu làu gh’éa i pésci: -Anciùe bele!!- cantova u pescàu. A dónna russa, cuî só öggi penetranti inte ‘na faccia pitüò dai turmenti da vitta, a sercova cartuin. I gatti àivan puìa di ratti. Inti carugétti ôduì moi ascurdè. I tàiti griggi de ‘na lavagna unde nu se scrive, u sé tütt’asémme aragiàu de ‘n tempurole estivu. Custràita tra u mò e a muntagna, t’è lasciàu ‘na traccia intu mé cö…Zéna.
Margherita Crasto 9 novembre 2004
Margherita Crasto è approdata a Genova all’età di 9 anni, nel 1960, quando dovette lasciare la sua isola natìa, San Pietro, per seguire la famiglia che emigrava per lavoro. A Genova ha frequentato le ultime due classi della scuola elementare e ho studiato fino al diploma. Da allora è tornata a Carloforte, spinta da una nostalgia che ha influito non poco sul suo temperamento, tendenzialmente malinconico. Ora insegna nella Scuola Elementare di Carloforte. A Genova è tornata dopo tanti anni in occasione del conferimento a Carloforte del titolo di Comune Onorario della provincia di Genova, ed è in questa occasione che ha scritto la poesia vincitrice del concorso Genova nel cuore